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I Mondiali di Korea e Giappone rappresentano la prima volta che un mondiale viene realizzato da due paesi in sinergia (mentre già nel 2000 gli eurpoei hanno superato il test: Belgio-olanda si sono rivelati ottimi organizzatori).
La prima squadra qualificatasi alla fase finale (oltre ai paesi ospitanti e la francia campione uscente) è il Cameroon, grande clamore per la mancata qualificazione dell’ olanda , una grande eurpea capace di entusiasmare il mondo con il calcio totale e capace di giocare 2 finali mondiali (seppure perdendole).Questi mondiali sono una scommessa effettuata dalla fifa e dalle federazioni Coreana e Giapponesi: i due paesi, infatti, seppur molto vicini, hanno tradizioni e valori differenti, oltre ad una storica diffidenza l’un verso l’altro.
Già sono emerse alcune curiosità, come il divieto di fumare negli stadi (sarà la prima volta di tale fantasioso divieto, neanche i salutisti Stati Uniti erano arrivati a tanto!) e la polemica sulle mascotte (ritenute dalla quasi totalità delle persone oscene!).

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La sedicesima edizione dei mondiali è stata quella con il più alto numero di squadre iscritte nella storia della competizione: si passa, infatti, dalle canoniche 24 formazioni alle moderne 32. Le squadre sono divise in 8 gironi preliminari da 4 team ciascuno, da cui si qualificheranno 16 formazioni che procederanno nel cammino sfidandosi nei sedicesimi di finale a scontro diretto. E’ stato un mondiale caratterizzato dall’equilibrio: non hanno sfigurato gli outsiders, mentre le principali formazioni mondiali si sono accorte della crescita calcistica di paesi considerati “arretrati”, come l’Africa o l’Asia, che hanno portato in francia formazioni competitive. La squadra rivelazione è stata, senza dubbio, la Croazia: sconfitta in semifinale dalla francia (2-1) ha dimostrato come una nazione giovane e debuttante su un palcoscenico tanto importante, possa fare meglio di squadre di più ricco blasone.

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L’America, si sa, fa le cose in grande: prima delle partite si vedono veri e propri show, gli sponsor la fanno da padroni, a volte rischiando di rovinare tutto. E’ il caso dell’orario delle partite: per motivi di fuso orario e per accontentare gli sponsor europei, i match vengono fatti giocari ad orari impossibili. I grandi impianti da football, riadattati per il soccer, fanno registrare valori di umidità pazzeschi, rendendo le partite vere e proprie sfide all’ultimo respiro. Tra i fatti del calcio giocato, è da segnalare il record di Salenko: il Russo realizza 5 reti in una sola partita ed entra dritto dritto nel guiness dei primati della competizione. Per l’italia questo rimarrà il mondiale di Roberto Baggio: il “codino” salva l’onore e la qualificazione alla seconda fase. Infatti dopo il debutto con sconfitta contro l’Irlanda (da ricordare Maldini che continua a giocare con un piede slogato), vinciamo con la Norvegia, ma non andiamo oltre il pareggio nella terza sfida, 1-1 col messico.

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E’ il mondiale delle “notti magiche”, dell’italia rimessa a nuovo per la kermesse più importante del mondo del calcio: stadi nuovi (Torino, Bari…), infrastrutture, impianti…… Si vuole dare l’idea di un paese efficiente, moderno e appassionato a questo magnifico sport. Negli occhi di tutti i tifosi del mondo rimarrà l’immagine dello stadio Olimpico, che per ogni partita degli azzurri presentava un tripudio di bandiere e di colori. Il commissario tecnico è Azeglio Vicini (che ha sostituito il grande Bearzot), la squadra è giovane, mostra un buon calcio e regala speranze ai tifosi. L’esordio è con l’Austria: l’italia attacca, costruisce, ma non finalizza. Vicini toglie Carnevale (attaccante titolare) ed inserisce Totò Schillaci: è la svolta! Schillaci segna e superiamo gli austriaci, ma soprattutto segnerà in maniera indelebile i mondiali per gli azzurri.

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I mondiali del messico sono il palcoscenico di Maradona: il campione argentino esprime, durante questa competizione, il livello massimo del suo talento, trascinando la sua nazionale alla conquista del titolo. innumerevoli sono i suoi “numeri”, le giocate di alta classe, i gol e le trovate di questo genio del calcio. Rimarrà nella storia, però, soprattutto la sua partita contro l’Inghilterra: Diego realizza due reti, una di mano e l’altra da manuale del calcio, dribblando mezza squadra inglese. Gli azzurri arrivano in messico da campioni uscenti: c’è da difendere il titolo e la memoria che i messicani hanno di noi (ricordate italia Germania 4-3?). L’esordio è con la Bulgaria allo stadio Azteca di Città del messico, pareggiamo 1-1 e va in rete Altobelli, uno dei tanti reduci del mundial spagnolo: Bearzot è molto legato a quel nucleo di giocatori e porta in messico solo alcuni “esordienti” come Ancelotti, Vialli e De Napoli…..

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anke grosso si merita il pallone d'oro
amo troppo FABIO GROSSO!!!!!
x essere 1 gikatrice di calcio credo ke il...
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