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    Storia


    CoppadelMondo2.jpg L’Albo d’oro
    19301.jpg Uruguay 1930
    19341.jpg Italia 1934
    19381.jpg Francia 1938
    1950.jpg Brasile 1950
    1954.jpg Svizzera 1954
    1958.jpg Svezia 1958

    1962.jpg Cile
    1962

    1966.jpg Inghilterra 1966
    1970.jpg Messico 1970
    1974.jpg Germania 1974
    1978.jpg Argentina 1978
    1982.jpg Spagna 1982
    19861.jpg Messico 1986
    1990.jpg Italia 1990
    1994.jpg Usa
    1994
    1998.jpg Francia 1998
    2002.jpg Corea Giapp.02

    Svezia 1958

    Mar15th3:16 pm
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    Svezia 1958

    E’ il mondiale che farà conoscere al Mondo intero un giovane brasiliano dalle doti tecniche straordinarie: Pelè. E’ il mondiale della rivincita della tecnica sull’agonismo esasperato: si vedranno partite altamente spettacolari, i fantasisti faranno la differenza e i match saranno per lo più divertenti ed emozionanti. All’inizio della manifestazione non c’è una squadra che gode dei favori dei pronostici: Svezia (padrona di casa e titolare del fenomenale Gre-No-Li, trio delle meraviglie), brasile e francia sembrano le meglio attrezzate. Ma il brasile capita subito in un girone di ferro: gli fanno “compagnia” inghilterra, Urss e Austria.

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    Svizzera 1954

    I mondiali del 1954 segnano l’avvento della televisione: per la prima volta milioni di persone possono seguire il torneo di calcio più prestigioso dalle proprie case. Inoltre l’evoluzione del calcio fa si che in questa manifestazione si possano ammirare la classe e la tecnica degli ungheresi e la possenza fisica dei tedeschi. Sono queste le due linee guida del torneo: il calcio tecnico, che si rifà alla tradizione, contro il nuovo modo di intendere questo sport, portando in primo piano l’aspetto atletico su quello tecnico. Ma è soprattutto il mezzo televisivo che rivoluzionerà il calcio: milioni di persone si innamoreranno, nel corso del torneo, di grandi campioni come Julinho, Schiaffino, Puskas e molti altri mostri sacri del pallone. Per quanto riguarda le squadre partecipanti, partiamo con la nostra nazionale: l’esperienza degli azzurri è delle più infelici, in quanto che usciamo mestamente al primo turno dopo una doppia sconfitta con la Svizzera padrona di casa.

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    brasile 1950

    L’edizione del 1950 è del tutto anomala: si viene da anni di guerra, l’Europa e il mondo intero stanno ricostruendo sopra le macerie che ha lasciato il grande conflitto mondiale. Per questo motivo (così come accaduto nel 1948 alle Olimpiadi) Germania e Giappone non sono invitate a partecipare. L’Urss e le nazioni del blocco sovietico disertano in massa la manifestazione, così come l’argentina (in un momento di relazioni molto fredde con il paese confinante). E’ presente l’inghilterra ma non la Scozia, tirando le somme sono solo 13 le squadre iscritte, perciò i gironi risulteranno diversi per numero di componenti. L’italia approda ai mondiali del 1950 col titolo di campione conquistato nel 1938: è la delegazione azzurra che porta in brasile la Coppa Rimet (che rimane in custodia della squadra campione fino ai mondiali successivi), dissipando i dubbi di chi credeva che fosse andata persa nel corso della guerra.

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    francia 1938

    Dal 1934 entra in vigore la regola che la squadra detentrice del trofeo e la nazionale organizzatrice accedano alla fase finale senza disputare le eliminatorie. Dal sudamerica giunge solo il brasile, mentre la Germania (avendo annesso l’Austria) si presenta con la nazionale notevolmente rinforzata. L’italia è ancora guidata da Pozzo, che ha curato la preparazione e il cammino di avvicinamento alla coppa Rimet. Al primo turno gli azzurri incontrano la Norvegia: sulla carta non ci dovrebbere essere storia, i campioni uscenti contro una nazionale ritenuta dai cronisti sportivi ancora grezza sul piano tecnico e tattico. L’incontro invece propone un’italia confusionaria e poco incisiva, fattostà che i norvegesi ci costringono ai supplementari: Piola segna il gol del definitivo 2-1 e ci consente di proseguire nel cammino.

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    Italia 1934

    Mar15th2:51 pm
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    E’ l’era di Meazza, che già è un campione consacrato e, in questi mondiali, diverrà mito del calcio. Il Ct della nazionale (Pozzo) gli affida il ruolo di leader della squadra azzurra: per fare quel salto di qualità indispensabile per aggiudicarsi la manifestazione è necessario unire tutti i campioni dell’italia, amalgamare la squadra senza limitare le caratteristiche dei singoli. Meazza in campo deve essere il tramite tra la velocità di Guaita, la grinta di Schiavo e la fantasia e l’estro di Ferrari. Da questo delicato mixer doveva nascere, secondo i piani di Pozzo, una nazionale invincibile. Le previsioni dell’allenatore italiano si rivelarono esatte: nonostante partecipino le più forti squadre del mondo, la nazionale azzurra si aggiudicherà la sua prima coppa Rimet.

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    uruguay 1930

    Il 1930 è un anno fondamentale nella storia del calcio mondiale, infatti in Uruguay si disputa la prima Coppa Rimet, quella che poi diventerà l’odierna coppa del mondo. La coppa prese il nome da Jules Rimet che, seppur tra mille difficoltà, riusci a riunire 13 squadre per disputare una competizione che fosse realmente rappresentativa del calcio mondiale. La scarsa rappresentanza europea fu dovuta al fatto che le nazioni più forti dell’epoca (Austria, Ungheria e Cecoslovacchia) non furono scelte come sedi della manifestazione: per rappresaglia contro questa decisione ritenuta ingiusta, le nazionali di questi paesi boicottarono la coppa. Comunque bisogna ammettere che in quell’anno, probabilmente, nessuna squadra europea avrebbe potuto avere la meglio nel contesto del torneo: le condizioni meteo e la lunga trasferta resero proibitive le partite per gli europei. Bisogna infatti notare che la partita inaugurale della Coppa Rimet fu giocata il 13 luglio a Montevideo con la temperatura ben al di sotto dello zero e il campo innevato.

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