
LA LEGGE DEL QUATTRO – Nel girone H, l’ottavo (numero da non trascurare) e ultimo della fase a raggruppamenti si è verificata, sinora, un’insolita coincidenza: quattro le partite disputate, sedici i gol realizzati per una media ‘reale’ di quattro a match. Nell’ordine hanno iniziato Arabia Saudita e Tunisia, pareggiando per 2-2 all’esordio; presto seguite dal 4-0 della spagna all’Ucraina. Poi, lunedì, medesimo copione nella seconda giornata, questa volta, però, con due vittorie in altrettanti match: prima il 4-0 di rivalsa di Sheva e soci sui sauditi, infine, il 3-1 spagnolo ai danni della Tunisia. Insomma, anche se due indizi non fanno una prova, nei panni delle agenzie di scommesse non quoteremmo l’opzione ‘over’ (chi la sceglie prevede che la gara finisca con tre o più gol), per l’ultimo turno di venerdì prossimo tra Arabia Saudita – spagna e Ucraina – Tunisia.
DIGIUNO FINITO – Dopo otto anni e 368’ la francia ha messo fine al digiuno da gol, che durava dal Mondiale vinto del 1998. L’ultimo a realizzare una rete, prima dell’1-0 di Henry all’8’ di Corea – francia, infatti, era stato Petit, autore del 3-0 al brasile, nella finale dello Stade de France. Un ruolino per nulla di rilievo per la nazionale che, a cavallo del nuovo millennio, si è imposta come la squadra migliore al mondo. Ma se, a distanza di sei anni dalla vittoria dell’Europeo (proprio ai danni dell’italia), molti dei protagonisti di quella cavalcata sono ancora gli stessi, è presto spiegata il deludente momento degli ‘anziani’ transalpini.
SUAREZ E ‘LA MUCCA’ – Nell’Ecuador rivelazione di questa prima fase dei Mondiali, oltre a non pochi giocatori già nel mirino delle grandi d’Europa (il giovane Valencia su tutti), si è messo in luce anche il tecnico colombiano Luis Fernando Suarez, ex allievo del ‘santone’ Maturana. Mai banale nelle interviste, dopo aver confessato di ispirarsi ai metodi militari di Powell e dei grandi generali nella gestione del gruppo, per festeggiare la qualificazione ha scelto un regalo insolito, ma in linea col ‘personaggio: a giocatori e staff, infatti, ha consegnato un libro, dal titolo ‘La Mucca’. Nel libro si racconta la storia di una famiglia povera il cui unico possesso è una mucca. Un giorno, questa famiglia ospita due persone, padrone e servo, a cui da` un letto e del cibo. Malgrado ciò, una volta lasciata la casa, il padrone ordina al servo di tornare indietro e uccidere la mucca della famiglia. Anni dopo aver eseguito l’ordine, il servo ritorna in quel luogo, dove trova una ricca proprietà e una bella casa. Sapendo che la mucca era l’unico bene che possedevano, anni prima, bussa e chiede cosa fosse successo. Perché, quindi, non fossero in rovina. `Una mattina ci siamo svegliati e la nostra mucca era morta. Non abbiamo avuto altra scelta che metterci a lavorare duramente, e siamo arrivati ad avere quello che abbiamo oggi`, rispondono i protagonisti della storia. Una metafora che al ct dell’Ecuador piaciuta particolarmente: “I calciatori dovrebbero capire che hanno una vita molto comoda – ha spiegato – e che se vogliono avere più successo devono impegnarsi e soffrire molto”.
SCIOPERO, MA PER FAVORE.. – Sin dai primi ‘vagiti’ della rassegna iridata, la piccola formazione del Togo, alla prima esperienza in un Mondiale, ha trovato il modo di far parlare di sé più per questioni extra-calcistiche (o solo..). A due giorni dall’esordio, ci ha pensato il ct Pfizer dando le dimissioni per il mancato accordo economico con la federazione africana. Poi, nell’incertezza più generale relativa alla sua successione (rimarrà nella storia, l’ufficializzazione anche di un nome: ‘Christian’, salvo dimenticare o omettere il cognome del nuovo mister), eccolo presentarsi contro la Corea, regolarmente al suo posto. Alla vigilia della sfida contro la Svizzera, invece, ci hanno pensato i giocatori: “Pattuiamo il premio in caso di arrivo agli ottavi, o non scendiamo in campo”, il loro diktat. Alla fine, a mettere tutti d’accordo, ci ha pensato la Svizzera: vittoria per 2-0 e togolesi a casa. Ma non sarebbe stato meglio concentrarsi su un’esperienza probabilmente unica per la maggior parte dei componenti della nazionale e poi guardare ai risvolti economici? Forse siamo troppo sentimentali…
GIA’ AGLI OTTAVI – Questo il riepilogo delle formazioni che hanno già staccato il biglietto per la fase finale, che prenderà il via il prossimo 24 giugno: Germania ed Ecuador (entrambe girone A), inghilterra (B), argentina ed olanda (C), Portogallo (D), brasile (E), spagna (H). In bilico, invece, i raggruppamenti E e G, in cui il pronostico è ancora aperto per quasi tutte e otto le partecipanti.
Fonte: www.calciodoc.com
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