Argentina - Serbia Montenegro 6:0, show dei sudamericani con Crespo, M.Rodriguez, Messi e Tevez.

Non è sempre possibile dividere i meriti dei vincitori dai demeriti degli sconfitti: allo stadio Arena auf Schalke di Gelsenkirchen questo dubbio è aleggiato per il pomeriggio di venerdì, per una grande argentina, dilagante (sempre più leader del gruppo C) e spettacolare (2° gol da scuola calcio) contro una Serbia addormentata e spedita a casa.
LA PARTITA - Per l’argentina c’è la confermatissima coppia d’attacco Crespo-Saviola che ha ben figurato nella vittoriosa (2-1) partita d’esordio contro la Costa d’Avorio, mentre a centrocampo c’è la novità Lucho Gonzalez al posto di Cambiasso; la Serbia Montenegro non può permettersi di perdere, dopo lo 0-1 subito dall’olanda nella prima partita, pena l’eliminazione e presenta un 4-4-2 con il tandem offensivo Milosevic-Kezman. Arbitro della gara è l’italiano Rosetti. Al 6’ sudamericani già in vantaggio grazie ad una azione lineare, a ritmi bassi, improvvisamente accelerata e rifinita da Saviola che pesca nel cuore dell’area Maxi Rodriguez: ‘puntata’ di destro e nulla da fare per il portiere Jevric. L’argentina vuole addormentare la gara con il possesso palla, per poi trovare le giocate decisive grazie alla maggiore tecnica individuale dei suoi calciatori, la Serbia non riesce ad opporre un pressing efficace per rubar palla: al 7’ arriva puntuale il primo cartellino giallo; è indirizzato a Koroman, causa fallo ‘di frustrazione’. Prima sostituzione al 17’: Cambiasso prende il posto dell’infortunato (problema muscolare) Lucho Gonzalez e si torna, così, all’argentina vista all’esordio del Mondiale. La Serbia è in difficoltà e al 24’ Koroman rischia la seconda ammonizione, per un fallo da dietro; al 28’ triangolo Riquelme-Cambiasso: il numero dieci salta un avversario e calcia di sinistro dalla tre quarti ma la palla finisce alta. Grandissima azione tutta di prima per il gol del raddoppio argentino al 31’: scambio Saviola-Riquelme sulla tre quarti sinistra, cambio di gioco per Cambiasso, tocco d’esterno per Crespo, colpo di tacco dell’attaccante per lo stesso Cambiasso che nel frattempo si è inserito nel cuore dell’area e conclude a rete imparabilmente di sinistro; scuola calcio. Al 36’, solo davanti al portiere, Crespo (che poi segnerà con un pallonetto e verrà ammonito) è fermato per un fuorigioco che forse non c’è; al 41’ 3-0 per l’argentina e partita chiusa: Saviola ruba palla ad un sonnolento Dudic all’altezza delle tre quarti destra, calcia in mezzo una pallone che filtra e che finisce in rete spinto da Maxi Rodriguez, dopo una carambola sul palo e sulla caviglia di Gavrancic. Alla fine del primo tempo gli uomini di Petkovic devono solo preoccuparsi di non subire un passivo più umiliante nella ripresa. Il secondo tempo si apre con Ergic per Nadj e subito un tiro dalla distanza di Milosevic impegna in tuffo il portiere Abbondanzieri che devia in corner: cambierà l’inerzia della partita? Al 4’ l’ammonito Koroman lascia il posto alla terza punta Ljuboja; un minuto dopo Crespo conclude, Jevric respinge un po’ in affanno. Al 10’ sponda di Kezman in area e Milosevic di testa non ci arriva da pochi passi; al 14’ boato del pubblico biancoceleste: entra Tevez per Saviola; ‘Carlito’ infiamma subito la platea con una grande giocata a centrocampo. L’argentina ‘giochicchia’ per non infierire e al 20’ la Serbia resta pure in dieci uomini per l’espulsione diretta comminata a Kezman per un’entrata a piedi uniti su Mascherano: piove sul bagnato per i serbi ma la partita è finita da un pezzo. Al 28’ combinazione Riquelme-Crespo, con l’attaccante del Chelsea atterrato in area: fallo dubbio ma l’arbitro Rosetti preferisce non infierire; due minuti dopo è il momento dell’ingresso in campo di Messi (per M. Rodriguez): anche Maradona esulta dagli spalti e fa bene perché al 33’ il suo ‘erede’ si inventa una fuga sulla sinistra, mettendo in mezzo un pallone che Crespo non può far altro che spingere dentro e sono quattro! Tevez non ha pietà al 39’: numero personale, tunnel incluso (salta due uomini), a rientrare partendo da sinistra e conclusione a giro per superare il portiere con una semplicità disarmante. Al 42’ Crespo ancora vicino al gol; al 43’ ci pensa Messi a timbrare il sesto gol dopo uno scambio con un compagno di squadra ed un’accelerazione improvvisa verso l’area serba.
L’UOMO PARTITA CALCIODOC - Maxi Rodriguez. Una doppietta ai Campionati del Mondo non capita tutti i giorni; soprattutto per un centrocampista.
LE DICHIARAZIONI - Il centrocampista dell’argentina Cambiasso: “Non dovevo essere della partita e purtroppo sono entrato per l’infortunio di un mio compagno. Abbiamo giocato una partita quasi perfetta, ci è riuscito tutto quello che volevamo fare. L’unico rammarico è per il nostro compagno che si è fatto male. La nostra gioia non può essere al 100%. I nostri pregi? Andiamo in rete tutti perché gli attaccanti sono bravi ad aprirci gli spazi. Comunque l’importante è vincere, non chi fa gol. Contro la Serbia Montenegro l’abbiamo resa facile noi, ma con loro non è mai facile”. Il ct della Serbia e Montenegro Petkovic: “Che posso dire dell’argentina? Solo bravi. I nostri avversari sono stati più forti e abili in ogni parte del campo. Hanno meritato la vittoria, posso solo congratularmi. Adesso le generazioni future parleranno di questo risultato…”.
Fonte: www.calciodoc.com
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