Leggendo i giornali ho capito che forse non avevo trasmesso nel modo giusto il mio pensiero; sono convinto che chi ha sbagliato è giusto che paghi”: così Cannavaro dopo l’invito del capo delegazione Abete: “Sentiamo l’esigenza che Cannavaro chiarisca quello che voleva comunicare con le parole di ieri (mercoledì ndr)”. ABETE - “Per il modo in cui è apparsa la comunicazione c’è la necessità di effettuare chiarimenti, tenendo conto del ruolo di Cannavaro. Speriamo che questo chiarimento aiuti a trovare maggiore serenità - ha aggiunto il capo delegazione azzurro a germania 2006, nella mattinata di giovedì, dopo essersi sentito con il commissario straordinario della Figc, Guido Rossi -. Non facciamo disquisizioni sulle singole frasi ma per come è intervenuto Cannavaro ha determinato una forte scossa. Lui ora deve dare un chiarimento, anche per la responsabilità che gli compete per il ruolo ricoperto in Nazionale. È non solo fondamentale dal punto di vista tecnico ma è anche il capitano della Nazionale, che ha necessità di fare bene ai Mondiali ed essere riferimento a livello di immagine e di valori all’interno del mondo del calcio in difficoltà. Oltre tutto il professor Rossi da una parte deve dare garanzie che la spedizione azzurra si prepari con serenità e determinazione, dall’altra, accettando l’incarico federale, ha messo come obiettivo portare dei cambiamenti alla situazione emersa”.

RIVA - Ecco come risponde Gigi Riva alle aprole di Beckenbauer: “Ho sempre avuto grande stima per il giocatore e il dirigente, ma sull’italia ha parlato come un bambino”. “Da lui non me lo aspettavo -ha aggiunto Gigi Riva- Gli portero’ un giocattolo, un trenino o una matitina. E’ facile vomitare sentenze sugli altri”.
CANNAVARO - Detto fatto e alle ore 13:30 di giovedì, nell’Aula Magna di Coverciano, capitan Cannavaro rettifica: “Leggendo i giornali mi sono reso conto di non aver trasmesso quello che era veramente il mio pensiero (Cannavaro aveva detto mercoledì: “Non è solo la Juventus che deve essere presa di mira. Tutto il sistema calcio era così”). Resto convinto del fatto che chi ha sbagliato deve pagare, voglio anch’io un calcio pulito e serio. Ho la massima fiducia nella giustizia ordinaria, in quella sportiva e in Rossi che ringrazio a nome di tutta la squadra, in un momento così delicato per il calcio italiano lui ha voglia di starci vicino. Siamo consapevoli che come Nazionale possiamo restituire certi valori allo sport, ridare credibilità al calcio”. Intanto oggi all’ arrivo al campo è stato fischiato e c’è stato un accenno di contestazione nei suoi confronti, perchè aveva in una certa maniera giustificato Moggi e la Juve.
buffon - “Adesso mi sento veramente libero di concentrarmi sul Mondiale, senza altri pensieri per la testa. Ho chiarito quello che dovevo chiarire e sto molto meglio, è come se mi fossi tolto un peso”. Il portiere della Nazionale, Gigi buffon, si confessa dal suo blog personale, il giorno dopo essere stato interrogato per la seconda volta in merito alle indagini sulle scommesse proibite. “Avevo già cominciato a respirare l’aria Mondiale quando sono entrato a Coverciano per il raduno della Nazionale - prosegue buffon - vedere tutti i miei compagni e sapere che per parecchie settimane vivremo insieme questa avventura è stata un’emozione forte. Tutti mi sono apparsi sereni e determinati a fare bene. Questi giorni saranno scanditi da un programma rigido all’insegna degli allenamenti, dei test atletici e delle sedute tattiche, a cui lippi fa spesso partecipare anche i portieri: conoscere i movimenti della squadra è importante per prevedere lo sviluppo delle azioni. In Svizzera sono programmate due partite amichevoli, con la nazionale locale e l’Ucraina. Sarà l’occasione per verificare la nostra condizione, soprattutto quella psicologica. La pressione è enorme, ma il nostro è un gruppo formato su basi mentali solide negli ultimi due anni dal nostro ct lippi“. “C’era serenità sia all’andata che al ritorno”. Così Gigi Riva, vice capo delegazione della Nazionale, ha risposto a Coverciano ai giornalisti che gli chiedevano quale sensazioni avesse avuto dopo l’incontro di mercoledì tra il portiere buffon e i magistrati di Parma.
inzaghi - In un’intervista a FIFAworldcup.com, Pippo inzaghi ha confidato di non aver mai smesso di credere alla possibilità di essere convocato dal ct Marcello lippi per i Mondiali di Germania, nonostante i diversi guai fisici che lo hanno tenuto lontano dai campi nei primi mesi della scorsa stagione.C’è stato un momento in cui hai dubitato di poter tornare in Azzurro? “No, mai. Ci ho sempre creduto perché sapevo che il ct lippi seguiva da vicino le mie partite. Dedico questa convocazione a tutti quelli che hanno sempre creduto in me, desidero condividere la mia gioia con tutti loro perché in questi ultimi tempi ho sentito l’affetto dei miei tifosi, ma anche di quelli delle altre squadre”. Hai detto recentemente che torni in Nazionale in punta di piedi… “Penso che sia giusto così perché entro a far parte di un gruppo che ha ottenuto la qualificazione a queste fasi finali del Mondiale senza di me ed è normale che io sia discreto. D’altra parte il ct lippi mi conosce molto bene e sa che ho sempre avuto rispetto di regole e ruoli. Io sarò pronto a dare il mio contributo alla squadra. Sarà il mio terzo Mondiale e so che per vincerlo bisognerà battere avversari ostici ed avere anche un pizzico di fortuna”. Credi che lo scandalo che sta interessando il calcio italiano possa dare ulteriori stimoli alla Nazionale? “Le mie motivazioni sono raddoppiate e sono ancora più fiero di far parte di questo gruppo, soprattutto in questo periodo. Il nostro calcio sta attraversando un momento molto delicato e noi tutti siamo pronti a dare ancora di più di quanto avremmo fatto in tempi normali”.
INNO AZZURRO E FOTO UFFICIALI - Nel ritiro azzurro di Coverciano, mattinata di giovedì dedicata alle foto ufficiali e alla presentazione dell’inno scritto dai Pooh. In particolare il rito delle fotografie ufficiali sembra aver contribuito a stemperare il clima di tensione intorno alla Nazionale. I giocatori si sono fatti fotografare con la divisa sociale firmata Dolce&Gabbana e con la tenuta da gioco. La mattinata è quindi trascorsa tra risate e scherzi con i fotografi. Sarà dunque ‘Cuore Azzurro’ ad accompagnare la Nazionale di Marcello lippi nell’avventura in Germania, che scatterà il 9 giugno. Oltre a quella dei Pooh, c’è anche una versione dell’inno (che come ritornello ha “Noi con voi, voi con noi”) cantata dai giocatori azzurri che hanno contribuito alla qualificazione ai Mondiali: Esposito, Materazzi, Gattuso, Pirlo, Gilardino, Del Piero, Cannavaro, buffon, Blasi, Zambrotta, toni, De Sanctis, Iaquinta, Grosso, Zaccardo, Barone, totti, Perrotta, De Rossi, Peruzzi, Oddo, Diana.
NOTIZIARIO - Dopo il pranzo e un po’ di riposo, intorno alle 17 finalmente la squadra è scesa in campo. Un’ora e dieci di lavoro sul campo, dove lippi ha provato gli schemi d’attacco. Il ct ha diviso il gruppo in due parti. In maglia bianca Barone, Grosso, De Rossi, Nesta, Bonera, toni, Zambrotta, Materazzi, Semioli, Zaccardo, Iaquinta, Del Piero, Barzagli, Cannavaro, Oddo e Perrotta. In tenuta arancione, invece, lippi ha schierato Camoranesi, Pirlo, Gattuso, totti, inzaghi, Gilardino e Marchionni. Un esercizio mirato, per trovare l’intesa del centrocampo titolare con totti e le due punte. Finiti gli esercizi tattici sul campo, la maggior parte del gruppo ha terminato la seduta di allenamento in palestra.
ARBITRI STRANIERI IN italia? - “Rossi non ha mai pensato alla possibilità di far arbitrare le gare italiane ad arbitri stranieri. Si tratta solo ipotesi giornalistica”. Il portavoce azzurro, Antonello Valentini, smentisce così le ipotesi circolare nei giorni scorsi sui quotidiani.
VICE CAPO UFFICIO INDAGINI FIGC - Una donna all’ufficio indagini della Figc. Ci voleva il commissario straordinario Guido Rossi per colorare di rosa la struttura fino a qualche giorno fa guidata da Italo Pappa: Maria Josè Falcicchia, vice questore aggiunto della Polizia, è stata infatti nominata vice capo dell’ufficio assegnato a Saverio Borrelli. Di origini pugliesi, 39 anni, la Falcicchia presta servizio presso la squadra mobile della Questura di Milano. Laureata in giurisprudenza, ha svolto la propria attività prevalentemente nel settore investigativo e in quello della polizia giudiziaria. Con la nomina del secondo vice, l’Ufficio indagini viene ricostituito nell’intero organico, con Borrelli alla guida e una squadra di sei vice. Seguono le altre dichiarazioni su ‘calciopoli’. ODDO - “Quanto successo mi ha amareggiato: la sudditanza psicologica può esistere, è naturale, ma quello che emerge è qualcosa di diverso, di premeditato. Voglio però aspettare prima di dare sentenze - dichiara l’esterno destro della Lazio dal ritiro di Coverciano - ora dobbiamo provare a concentraci sul Mondiale e a isolarci dalle pressioni esterne. Io non mi sento sotto accusa, ho avuto rapporti professionali con Alessandro Moggi, ma nel periodo sotto inchiesta non ho avuto trasferimenti, sono sempre rimasto alla Lazio. E la Nazionale è arrivata perché sono stato bravo a vincere sul campo la concorrenza degli altri”.
PIRLO - “Noi del Milan siamo tranquillissimi, anche se delusi per quello che è successo. Ora serve ripartire e se c’è qualcuno che ha sbagliato è giusto che paghi. Non è vero che il sistema era questo”.
MARCHIONNI - “Non sono pentito della mia scelta - afferma il laterale destro (una delle 4 riserve dei 23) appena passato alla Juventus dal Parma - la mia volontà è quella di restare a Torino anche in serie B. Moggi è in un momento difficile ma io lo ringrazio per avermi portato in bianconero”.
ALBERTINI - “Fino a questo punto no: non era immaginabile la gravità delle cose che stanno emergendo dalla bufera sul calcio - ha commentato il vice commissario straordinario della Federcalcio Demetrio Albertini a Coverciano, in visita al ritiro della Nazionale - non penso che questo debba essere l’anno zero per il nostro calcio”.
FINI, presidente di Alleanza Nazionale - “Chi dovrà tentare di sanare il calcio non potrà avere tentennamenti. In dubbio non pro reo”. Lo ha detto Gianfranco Fini, intervenendo ad Arezzo ad una manifestazione elettorale del suo partito.

Mauro
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