Germania - Argentina 1-1 dopo i tempi regolamentari, i Tedeschi vincono ai rigori ed approdano in semifinale.

Per la prima volta nella storia dei Mondiali, l’argentina, portata agli extra-time, non riesce a far sua la partita; dopo l’1-1 (Ayala al 49’, Klose all’80’) con cui si arriva al 120’, dal dischetto Lehmann ipnotizza Ayala e Cambiasso; brutto epilogo di match con accenno di rissa tra le due formazioni (coinvolto anche il tm Bierhoff).
LA PARTITA – Tedeschi in formazione-tipo con Metzelder-Mertesacker coppia di centrali difensivi; Ballack e Frings in mediana, supportati da Schweinsteiger e Schneider lungo i due out; Podolski e Klose in attacco. Nell’argentina, invece, spazio alla novità Tevez in attacco, al fianco di Crespo (in panchina Saviola); alle loro spalle Riquelme a giocare tra le linee, ‘coperto’ da Mascherano.
‘Sbrigato’ (a posteriori, è il verbo più indicato) il copione pre-partita, intriso di buoni propositi e onorevoli inviti alla lotta al razzismo (con tanto di foto di rito); al fischio d’inizio, Germania e argentina mettono subito da parte i sentimenti di (finta) fratellanza, manifestando un’immediata aggressività, con punte di nervosismo apparse subito eccessive. La prima discussione animata, pertanto, si verifica dopo appena un minuto, per un fallo fuori tempo di Klose su Mascherano; il primo cartellino giallo a 2’45’’, nei confronti del compagno di reparto Podolski, per un’altra entrata da tergo, ancora ai danni del centrocampista del Corinthians. A calcio si comincia a giocare, invece, verso il 7’, quando il neo-ammonito impegna Abbondanzieri su punizione; mentre, otto minuti dopo, Ballack è bravo ad incrociare un ottimo invito di Schneider dalla destra, ma il suo colpo di testa finisce di poco a lato. Archiviate senza esito le prime due occasioni da gol del match, a partire dal 20’ sono i sudamericani a prendere stabilmente in mano il controllo del gioco, con un prolungato controllo palla che, però, non produce pericoli dalle parti di Lehmann. Il primo tempo così si chiude con un deludente 0-0.
Alla ripresa il copione cambia d’improvviso con l’argentina che sblocca il risultato al 49’: calcio d’angolo di Riquelme, Ayala, in proiezione offensiva, anticipa Klose e beffa Lehmann di testa (imbattuto dalla gara d’apertura contro il Costa Rica). L’1-0 mette le ali ai sudamericani che mettono paura ai padroni di casa, con un paio di accelerazioni davvero pericolose. Al 63’, però, la Germania sfiora il pareggio: ancora sugli sviluppi di un corner, Abbondanzieri (per la verità, ostacolato da Klose) sbaglia l’uscita e Ballack, a botta sicura, si vede respingere il tiro da Ayala. Sette minuti dopo, proprio il portiere argentino, infortunatosi nella precedente occasione è costretto all’uscita in barella, al posto del secondo Leo Franco; il ct Pekerman, tuttavia, ne approfitta per inserire anche Cambiasso, in luogo di Riquelme, in virtù di uno schieramento molto più difensivo. Al 72’ ottima occasione per Maxi Rodriguez: il suo destro da fuori area finisce sull’esterno della rete. Otto minuti dopo, arriva il pari tedesco: cross di Ballack dal vertice sinistro dell’area, sponda di Borowski e inserimento perfetto di Klose che, anticipa Sorin e infila di testa, alle spalle del portiere. E sull’1-1 si chiudono i 90’ regolamentari. Nella mezz’ora di extra time succede poco o nulla, con i portieri che devono guardarsi solo da alcune conclusioni dalla distanza (un cross sbagliato di Coloccini, al 114’, finisce addirittura sulla parte alta della traversa), ma prive di grosso mordente. Si va alla lotteria dei rigori. Di seguito la progressione di tiratori ed esiti: Neuville (G) gol, Cruz (A) gol; Ballack gol, Ayala parato; Podolski gol, Maxi Rodriguez gol; Borowski gol, Cambiasso parato.
UOMO PARTITA CALCIODOC – Tevez: al di là delle dichiarazioni rilasciate solo per tener fede alla sua fama da duro (”I fischi mi esaltano”…”Se andiamo ai rigori, miro alla testa di Lehmann”…ecc), alla vigilia aveva promesso una prestazione fuori dal comune. Dopo 120’ non si può dire non sia stato di parola. Ha corso per tutto il tempo, senza mai un attimo di pausa. Nel primo tempo, si è messo in mostra oltre che per la mole di lavoro a sostegno di Crespo, per i profondi ripiegamenti difensivi. Così disciplinato non si era mai visto: meriterebbe il gol per la voglia messa in campo anche nel supplementare. Protagonista assoluto dei calci dal dischetto, invece, il tedesco Lehmann che tiene fede alla sua fama, ipnotizzando Ayala e Cambiasso e regalando ai suoi la semifinale.
Fonte: www.calciodoc.com
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