
In quattro province del paese – Mendoza, Córdoba, Formosa e Santa Fe – è stata autorizzata la visione delle partite della nazionale di calcio nelle aule scolastiche, con relativa sospensione delle attività didattiche. A Formosa e a Santa Fe il provvedimento è stato giustificato adducendo finalità pedagogiche: “Gli studenti amplieranno le loro conoscenze approfondendo la storia, la geografia e la cultura dei paesi che l’argentina dovrà affrontare sul campo”, scrive il quotidiano La Nación. Nella provincia di Córdoba, le autorità sono state più sincere: “Il provvedimento servirà a evitare che molti ragazzi restino a casa nei giorni delle partite“. Molti però non sono d’accordo con questa scelta e sostengono che le scuole non sono il luogo adatto dove seguire i mondiali: i responsabili della provincia di Misiones hanno voluto avvertire genitori e alunni che non verrà sospesa alcuna attività didattica, e quelle di Corrientes potrebbero seguire l’esempio. Il ministero dell’educazione nazionale non sa più da che parte stare. E cerca di andare incontro a tutti: il 27 marzo ha presentato un nuovo testo scolastico dal titolo I mezzi di comunicazione e i mondiali di calcio germania 2006. L’intenzione è quella di collegare l’evento sportivo ad alcuni temi inseriti nei programmi scolastici, affrontando, per esempio, la problematica relativa alla rappresentazione mediatica di un evento pubblico. Ma i pareri, riferisce La Nación, restano contrastanti: “Da una parte c’è chi afferma che i mondiali possono diventare uno strumento pedagogico e che la visione delle partite a scuola servirà a stabilire delle nuove regole di convivenza all’interno delle classi. Aggiungendo che se la società considera il calcio una priorità, la scuola deve renderne conto. Dall’altra, c’è chi evoca precedenti abbastanza spiacevoli. L’insegnante di geografia Fernanda Castro ricorda che in occasione dei mondiali del 2002 l’esperienza non fu delle migliori: ci furono molti disordini, anche perché in diverse scuole non si riuscì a trovare uno spazio dove far sedere 500 studenti alla volta”.-Francesca Sibani
Fonte: Internazionale.it
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