Al Zentralstadion di Lipsia fanno notizia le presenze iniziali in panchina di Karimi per l’Iran e di Mantorras per l’Angola; Hashemian è il riferimento offensivo schierato da mister Ivankovic per l’Iran, Akwa è l’unica punta vera schierata dal ct degli africani, Goncalves. I primi minuti sono caratterizzati dal gioco spezzettato per i falli e per i fischi dell’arbitro Shield; l’iniziativa è, comunque, nelle mani dell’Iran. Al 12’ sponda di testa da parte di Akwa e destro immediato di Mateus, in percussione centrale: pallone alto; un minuto dopo c’è già il primo cambio della gara dell’Iran: l’infortunato Nosrati lascia il posto a Shojai. Al 14’ la prima vera occasione del match: Zandi calcia di diagonale dalla sinistra dell’area di rigore, ma il portiere Ricardo, in uscita, compie una grande parata. Risponde l’Angola un minuto dopo con Figuereido che si libera bene di un avversario al limite dell’area e ci prova di destro: il portiere Mirzapour blocca sicuro in presa bassa. Sfortunato l’Angola: Mateus si fa male in uno scontro di gioco e viene sostituito da Love al 23’; anche Loco, però, non è in perfette condizioni fisiche, toccato duro alla caviglia. Nei quattro minuti successivi l’Iran ha tre clamorose palle gol: prima Ricardo si oppone con i pugni a una punizione da 25 metri di Daei, poi lo stesso Daei, solo a centro area, colpisce di testa da ottima posizione, mandando alto ed infine Mendonca respinge sulla linea una conclusione ravvicinata di Teymurian, su uscita sbagliata di Ricardo. Replica l’Angola con due conclusioni alte attorno alla mezz’ora: Love ci prova in acrobazia dal limite e Akwa spreca calciando al volo con il busto troppo arretrato. Al 34’ ancora un pericolo creato dall’Angola (probabilmente rinvigorita dalle notizie della momentanea sconfitta del messico) con destro di Miloy di poco a lato. Al 39’ non ce la fa neppure Hashemian, infortunato e sostituito da Khatibi; subito dopo un destro da fuori area di Teymourian costringe Ricardo alla parata in due tempi. Al 48’ Mirzapour vola all’incrocio dei pali per deviare in corner la conclusione di destro da parte di Love. Si chiude la prima frazione dagli ‘alti numeri’: cinque minuti di recupero, tre sostituzioni effettuate e almeno quattro nitide azioni da gol. Non ci sono cambi all’inizio del secondo tempo; al 1’ Mendonca controlla e conclude di destro dal limite: palla di poco a lato ma Mirzapour, in tuffo, è sulla traiettoria. Al 6’ si fa male pure Akwa (problema muscolare alla coscia sinistra), sostituito da Flavio; al 13’ Mahdavikia prova un collo destro da fuori area: tiro non irresistibile ma Ricardo preferisce la respinta di pugno. Il 15’ entra nella storia del calcio angolano: lancio di Figuereido, cross di Zè Kalanga e Flavio, libero in area di rigore e di testa, realizza il primo gol ai Mondiali per la nazionale del suo Paese. L’Angola ora ci crede (anche se servirebbero ancora due reti): al 18’ Mendonca, dopo un rimpallo favorevole, è libero al limite dell’area, ma calcia a lato di destro. Sei minuti dopo ancora Zè Kalanga scatenato sulla fascia destra, cross per la testa di Love ma la conclusione è troppo debole e finisce tra le mani di Mirzapour; al 31’ l’Iran pareggia con Bakhtiarizadeh bravo a finalizzare di testa un assist su calcio d’angolo di Mahdavikia: il sogno dell’Angola finisce qui. L’Iran attacca nella fase finale della partita: al 39’ un destro di Khatibi da posizione centrale costringe Ricardo alla deviazione in angolo. Nei tre minuti di recupero le due squadre hanno ancora la forza per provare a superarsi, ma l’avventura Mondiale finisce per entrambe senza una vittoria.

Fonte: www.calciodoc.com

Mauro
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