Il ct della Nazionale, lippi, è stato ascoltato per oltre 3 ore a Roma: “Tutto bene, sono sereno”, ha detto all’uscita ai giornalisti; l’ex presidente Figc, Carraro: “Fra me e Moggi solo ironie”; Pisanu, ex ministro dell’Interno: “Mai intervenuto per favorire candidature”; si è dimesso Italo Pappa, capo dell’Ufficio indagini della Figc.
INTERROGATORIO lippi - L’allenatore della Nazionale Marcello lippi è arrivato intorno alle 11 in procura a Roma, protetto da carabinieri e polizia, che hanno impedito che fosse avvicinato dai numerosi giornalisti sportivi. È stato accompagnato, a titolo di cortesia, dall’avvocato Fabio Lattanzi. Il legale non ha assitito all’atto istruttorio visto che il ct azzurro è stato convocato come persona informata sui fatti dai pm Luca Palamara e Cristina Palaia, nell’ambito dell’inchiesta sulla Gea. Al centro dell’audizione di lippi, durata tre ore e mezza, tra l’altro, presumibilmente i presunti condizionamenti e pressioni subite dal Ct della Nazionale da parte di Luciano Moggi in merito alle convocazioni in azzurro di calciatori della ’scuderia’ Gea. Una circostanza emersa dal rapporto dei carabinieri del Nucleo operativo di Roma secondo i quali “l’azione di Moggi sulla Nazionale si estrinseca anche grazie ad una certa subalternità di lippi nei confronti del dirigente bianconero”. I Pm Palamara e Palaia dovrebbero aver affrontato con lo stesso lippi anche il ruolo del figlio del selezionatore azzurro, Davide consulente della Gea e procuratore di alcuni calciatori entrati a far parte del giro azzurro come Chiellini sentito nei giorni scorsi come testimone dalla magistratura romana. “Bene, bene, tutto bene, sono sereno”: sono le poche parole che lippi ha rivolto ai cronisti prima di lasciare piazzale Clodio. Ha risposto a tutte le domande, fornendo chiarimenti sulle circostanze prospettategli dai pm. Le dichiarazioni rilasciate da lippi hanno soddisfatto gli inquirenti. “La durata dell’audizione parla da sé - hanno commentato a piazzale Clodio - Se non fossimo stati soddisfatti, l’avreste visto uscire prima”. A lippi sono state poste domande in merito alle intercettazioni della procura di Torino. Per quanto riguarda quelle disposte dalla magistratura napoletana, sono arrivate venerdì negli uffici della capitale e saranno oggetto di ulteriore valutazione. I magistrati sentiranno presto Davide lippi, figlio di Marcello e procuratore della Gea.

POSIZIONE lippi - La posizione di lippi, già traballante, incassa altri colpi. Innanzitutto un’intercettazione con Moggi, in cui il ct parla delle lamentele per il mancato utilizzo in Nazionale di Cannavaro. “Ci avevi parlato con Cannavaro poi?” dice il ct a Moggi. “Sì sì, gli ho spiegato, gli ho parlato, però lui ha fatto una cosa che non mi è piaciuta. Ti ha fatto telefonare da…” replica l’ex dg. “Mi ha fatto telefonare da Fedele - risponde lippi - Ah, perché in pratica doveva giocare. Voleva giocare perché era a Parma. Ma gli ho detto: guarda che non sono mica io l’allenatore, eh…”. A pesare come una macigno sulla posizione del tecnico viareggino sono anche le dichiarazioni del manager di Blasi, Stefano Antonelli, su una chiacchierata che il giocatore avrebbe fatto con il figlio di lippi, Davide. “Torna con la Gea - avrebbe consigliato lippi jr - e la Nazionale diverrebbe per te una realtà costante, visto che mio padre ha un occhio di riguardo per i nostri assistiti”.

FIGC - Il generale dalla Guardia di finanza Italo Pappa e i dirigenti dell’ufficio indagini della Figc da lui presieduto si sono dimessi. È la prima conseguenza nella Federcalcio dopo l’arrivo del commissario straordinario Guido Rossi e la nomina dei suoi nuovi collaboratori. Il presidente del Coni, Petrucci, aveva emesso il seguente comunicato: “In considerazione dei vincoli di urgenza, i rapporti con le Autorità Giudiziarie e i relativi problemi rimangono di competenza esclusiva ad interim del commissario straordinario”. Il tutto è da ritenersi una sorta di voto di sfiducia nei confronti dell’Ufficio Indagini, dopo il coinvolgimento di uno dei suoi collaboratori, Attardi, anche lui generale della Finanza. La decisione è stata presa dopo l’incontro che Rossi ha avuto nella mattinata di giovedì con i pm di Napoli Beatrice e Narducci. Il commissario si è detto “molto soddisfatto” della sua prima giornata di vero lavoro e si è detto pronto a sistemare i cocci provocati dalle inchieste: “Sono qui per questo”, ha ribadito. Il commissario ha, inoltre, voluto lanciare un messaggio rassicurante ai magistrati che non sarebbero stati tranquilli dal momento che come collaboratore dell’Ufficio indagini c’era l’inquisito Attardi e temevano le consuete fughe di notizie che avrebbero potuto vanificare l’inchiesta. Per questo Rossi ha deciso di avocare a sè la materia facendo in qualche modo da filtro e da garanzia rispetto ai problemi relativi ale fughe di notizie.

PISANU - “Non sono mai intervenuto né direttamente, né indirettamente per favorire alcuna candidatura alla Figc, organizzazione calcistica da me mai frequentata e lontanissima dalle mie passate responsabilità ministeriali”. Lo ha dichiarato il senatore Giuseppe Pisanu, riferendosi alla intercettazione di una telefonata tra l’ex presidente della Figc Franco Carraro e l’ex dg della Juventus Luciano Moggi nella quale si citava l’allora ministro dell’Interno circa le elezioni nella Federazione gioco calcio. “Sull’argomento - prosegue - ho chiesto udienza al presidente del Senato, che peraltro, è già opportunamente intervenuto a tutela delle mie prerogative di senatore dela Repubblica. Contemporaneamente ho dato mandato ai miei legali di adottare le iniziative necessarie”.

CARRARO - Franco Carraro ha inviato una lettera nella quale prende le distanze dagli stralci delle telefonate tra lo stesso ex presidente della Figc e Luciano Moggi. Questo il testo della nota: “In merito alla telefonata intercorsa tra il Sig. Moggi e il sottoscritto del 3 febbraio 2005, desidero sottolineare come le mie affermazioni siano del tutto ironiche e paradossali. Il sig. Moggi, come è stato evidenziato da numerosi suoi colloqui telefonici pubblicati in questi giorni, all’epoca, non mi considerava ’completamente lucido’ e disapprovava che all’elezione federale si arrivasse attraverso un accordo. Per questo motivo ho fatto nel corso di quella telefonata affermazioni assurde…”.

Fonte: www.calciodoc.com

Mauro
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