La partita più attesa del girone C, tra argentina e olanda, delude le aspettative, concludendosi a reti inviolate; i sudamericani, primi per differenza reti, troveranno il messico agli ottavi, gli oranje il Portogallo; nell’altra gara del raggruppamento, storico successo per la Costa d’Avorio, vittoriosa per 3-2 sulla Serbia.

olanda-argentina 0-0 – Al World Cup Stadium di Francoforte c’è Messi dal 1’ nell’attacco ‘di riserva’ (sic!) dell’argentina a formare un tandem offensivo tutto ‘pepe’, classe e velocità con Tevez (e con Riquelme alle loro spalle); classico 4-3-3 per l’olanda di Marco Van Basten con Van Nistelrooy punta centrale e la coppia di ali offensive Van Persie-Kuijt. Nessuno dei due ct schiera titolari dal 1’ i diffidati; arbitro della gara è Medina Cantalejo. Al 6’ c’è un fallo non sanzionato di Mascherano su Van Nistelrooy appena fuori l’area di rigore argentina; sul capovolgimento di fronte il difensore olandese Boulahrouz anticipa di un soffio, mettendo il pallone in corner, l’inserimento di Cambiasso nell’area di rigore olandese. Primi dieci minuti di studio da parte delle due nazionali che costruiscono azioni su improvvise accelerazioni o intuizioni dei singoli; al 16’ Tevez conclude un prolungato possesso palla argentino con un dribbling verso la zona centrale della tre quarti ed una conclusione mancina di poco a lato alla destra di Van Der Sar. Un minuto dopo leggerezza difensiva di Burdisso che tenta un dribbling su Kuijt, regalandogli palla appena fuori area, tiro di destro dell’esterno olandese ma Abbondanzieri si oppone bene sul primo palo; al 24’ primo cambio per l’Argentina: Coloccini rileva l’infortunato Burdisso. Tre minuti dopo Riquelme calcia direttamente in porta un corner, costringendo Van Der Sar alla deviazione di pugno sopra la traversa; al 28’ palo per l’argentina colpito da Boulahrouz nel tentativo di anticipare Tevez in scivolata. Passa un minuto e Maxi Rodriguez mette fuori di un niente un gran destro da fuori area: cresce il dominio biancoceleste. Al 33’ assist d’oro con l’esterno di Messi per l’inserimento a destra di Maxi Rodriguez, tiro diagonale e pallone sull’esterno della rete; non ci sono altre emozioni fino al termine della prima frazione: senza strafare l’argentina dà l’impressione di una netta superiorità. Nessun cambio all’inizio del secondo tempo; si riparte a ritmi bassi e con qualche bella giocata di Tevez. All’8’ il pallone finisce di poco a lato del palo difeso da Van Der Sar dopo un destro diagonale di Riquelme su passaggio di Messi; due minuti dopo uno spento Van Nistelrooy viene sostituito da Babel. Al 20’ Riquelme, a corto di fiato, vanifica una buona azione argentina intestardendosi nel dribbling; un minuto dopo Cocu, dopo una buona iniziativa di Van Der Vaart, calcia di sinistro da due passi, in posizione defilata: Abbondanzieri ha i riflessi pronti e devia in calcio d’angolo. Al 24’, dopo un’altra conclusione di poco a lato di Cocu, il ct Peckerman decide che la partita di Messi può finire: subentra l’interista Cruz. Al 29’ Tevez, tra i migliori in campo, chiama Van Der Sar alla grande parata (deviazione in corner) con un destro da fuori area; al 34’ termina la partita di Riquelme sostituito da Aimar. La gara scivola via fino al triplice fischio finale senza ulteriori emozioni e tutto resta invariato nel gruppo C: argentina prima, olanda seconda (entrambe qualificate per gli ottavi di finale dove incontreranno, rispettivamente, messico e Portogallo).

COSTA D’AVORIO-SERBIA M. 3-2 – Ivoriani senza Drogba, ma con i giovani e rapidi Dindane e Kone di punta, supportati da Zokora e Keita lungo le fasce. Nelle fila della Serbia Montenegro, all’ultimo match internazionale con questa denominazione (nel frattempo le due Nazioni si sono scisse), spazio al ‘lungo’ Zigic di punta, affiancato da Ilic e dall’accoppiata Stankovic – Djordjevic a presidiare la trequarti d’attacco. Già certe di dover far ritorno a casa anzitempo, le due formazioni decidono ugualmente di giocarsela a viso aperto, cominciando col piglio giusto e buona determinazione. Gli africani provano a controllare il gioco con rapidi fraseggi, ma già al 10’ pagano le consuete incertezze difensive, passando in svantaggio. Zigic, ben imbeccato da Stankovic, è bravo ad anticipare il marcatore diretto, battendo un incerto Barry in uscita. Sei minuti dopo, ‘tegola’ in casa serba: Krstajic è costretto ad uscire per infortunio, al suo posto Nadij, ma tatticamente cambia poco. Al 19’ prova a farsi vedere finalmente la Costa d’Avorio, ma Dindane e Boka sprecano due ghiotte occasioni consecutive, graziando Jevric da due passi. E così, sul capovolgimento di fronte, tocca ad Ilic approfittare di un grave errore di Domoraud, bissando il vantaggio del compagno di reparto. Gara chiusa? Nient’affatto. Al 35’, infatti, un intervento pallavolistico di Dudic in area, regala agli ivoriani un calcio di rigore, che Dindane trasforma, accorciando le distanze. Nel finale, la Serbia resta in dieci per la doppia ammonizione di Nadij, autore di un ingenuo fallo da dietro su Kone. Alla ripresa gli africani provano a sfruttare la superiorità numerica con rapide ripartenze, ma i serbi sono bravi a sopperire all’uomo in meno, con un buon controllo palla. La prima occasione degna di nota arriva al 57’: sugli sviluppi di un calcio piazzato, Akale si avventa su una corta respinta della retroguardia e chiama Jevric alla difficile parata di piede. Tre minuti dopo, tocca a Kone: ben imbeccato da Keita, controlla a seguire e conclude a botta sicura, ma il tiro finisce a fil di palo. E tra il 61’ e il 63’ prima la traversa nega a Zokora la gioia del gol da oltre trenta metri; poi, Dindane colpisce bene di testa, su cross di Boka, ma la sua conclusione difetta ancora di mira. Per il 2-2, tuttavia, è solo questione di minuti. Al 67’, infatti, Keita pennella l’ennesimo buon pallone dalla trequarti e Dindane, libero dalla marcatura, stavolta non sbaglia, firmando la sua personale doppietta. Dieci minuti dopo, torna a farsi vedere la Serbia. L’occasione è clamorosa: sugli sviluppi di un calcio di punizione, Stankovic è il più lesto ad inserirsi, ma il suo colpo di testa, a botta sicura, finisce fuori. All’84’ ancora un fallo di mano in area serba (sempre Dudic l’autore) convince l’arbitro a fischiare il secondo rigore della partita a favore degli ivoriani. Sul dischetto si presenta Kalou che regala alla sua nazionale una storica vittoria. Nel finale, c’è spazio anche per l’espulsione di Domoraud per somma di ammonizione, ma la Serbia non riesce ad approfittare della ritrovata parità numerica.

Fonte: www.calciodoc.com

Mauro
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