Gara equilibrata e priva di grosse emozioni durante i 90 minuti: l’olanda mostra di avere una gestione superiore del gioco e un Robben in più (strepitoso sulla sinistra e autore del gol-partita al 18’) mentre i serbi, bravi sulle fasce, latitano in attacco, dove le punte Milosevic e Kezman si pestano un po’ troppo i piedi.

LA PARTITA - Van Basten schiera una squadra assai spregiudicata. Grande spinta sulle fasce, tridente neanche troppo mascherato con van Nistelrooy centrale, quantità delegata in mediana a van Bommel, ordine tattico di competenza di Cocu. Dietro si difende a quattro, con Mathijsen e Ooijer centrali. Petkovic replica con uno schieramento più coperto, dinamico sulle fasce, dove agiscono Stankovic e Nadj, e con due punte adatte per il gioco di rimessa: Milosevic (potente) per le sponde, Kezman per la velocità. Al 13’ grande spunto di P.Djordjevic, entra in aea da sinistra, cross basso: 8 metri, Milosevic e Kezman non concludono. Due minuti dopo Milosevic ci riprova, ma l’ex portiere della Juventus non si fa trovare impreparato. Nel momento migliore della Serbia Montenegro, ecco giungere il gol del vantaggio dell’Olanda: è il 18’, quando van Persie verticalizza molto bene per Robben, difesa slava troppo alta, Robben è velocissimo e solo, entra in area, 14 metri, sinistro sull’uscita di Jevric e rete. Tre minuti e Robben ci riprova, ma la sua conclusione dal limite dell’area viene deviata in angolo da Jevric. Al 37’ ancora Robben, conversione, 20 metri, destro: palla fuori di pochissimo alla sinistra del portiere. Al 43’ Koroman rileva N.Djordjevic, troppo in difficoltà su Robben. E proprio un tiro del neo entrato al 45’ termina alto. Nella ripresa la Serbia cambia marcia e cerca molto l’altissimo Zigic. Al 61’ corner per gli olandesi: palla toccata a Snejider, 20 metri, destro, sfiora van Nistelrooy, Jevric para in due tempi con difficoltà. Al 78’ sinistro di Robben di poco a lato e 4 minuti dopo punizione di Van Persie appena fuori. Allo scadere Robben ci prova ancora, stavolta convergendo al centro da destra, il suo sinistro finisce a lato.

L’UOMO PARTITA CALCIODOC - Tatticamente la chiave del match è vissuta nel primo tempo nel duello tra Robben e N.Djordjevic, nettamente vinto dall’olandese, che oltre a portare in vantaggio gli orange con un guizzo irresistibile in contropiede, crea costante apprensione tra i balcanici. Nella ripresa le sue galoppate diminuiscono, anche perché è contenuto meglio da Duljai.

LE DICHIARAZIONI - Robben: “Sono soddisfatto di come ho giocato ma so che posso fare ancora meglio. So che ho le possibilità di fare meglio, specialmente nella ripresa ma c’era molto caldo. L’importante è aver conquistato i tre punti”. Van Persie si sfoga però contro il compagno di squadra. “Robben ha pensato solo a se stesso e non alla squadra - dice Van Persie - ha fatto scelte che dovrà spiegare ai compagni, speriamo tutti di giocare ancora sei partite in questo torneo, che Robben non potrà giocare da solo”. Marco Van Basten analizza: “È stata una gara difficile, ma sono soddisfatto della prestazione della squadra. Nel primo pomeriggio faceva un caldo infernale. I giocatori dell’olanda sono però riusciti a creare molte azioni da gol. La Serbia Montenegro non è un avversario semplice, sono sempre duri da battere”, spiega il ct. La statistica aiuta a capire l’umiltà del ’cigno di Utrecht’: “Nelle qualificazioni loro hanno subito solo un gol, come potrei non essere soddisfatto della prestazione della mia squadra? - ha detto Van Basten - Per quanto riguarda noi, anche nelle amichevoli siamo sempre passati di misura. Ogni volta che arriva una vittoria è una grande soddisfazione, e questo mi basta”. Petkovic è fiducioso sul passaggio del turno: “Ci sono speranze. È un vero peccato. Abbiamo avuto le occasioni per segnare ma purtroppo non le abbiamo sfruttate. Domani (lunedì, ndr) analizzeremo attentamente la partita e ne trarremo le conclusioni”. Petkovic sottolinea il grande caldo: “Sembrava di giocare nel Sahara, si soffocava”. Ma contro il ct va giù pesante il centrocampista Koroman: “Non vedo quale sia la logica di cominciare una partita d’esordio in un Mondiale in maniera così difensiva. Se avessimo attaccato da subito magari avremmo segnato. Se giocheremo allo stesso modo contro l’argentina - ha aggiunto - non avremo speranze”. Dello stesso avviso Dragutinovic: “Per battere una squadra così forte come l’olanda - ha spiegato il difensore - serve un pò di fortuna. Ma per trovare la fortuna bisogna attaccare. E noi non l’abbiamo mai fatto nel primo tempo”.

Fonte: www.calciodoc.com

Mauro
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