“Ci metteremo intorno a una tavola ben imbandita. Oltre all’organizzazione di gioco e alla qualità tecnica, che nelle due squadre si equivalgono, c’è un altro fattore determinante: la fame”: utilizza una metafora culinaria il ct dell’italia, lippi, alla vigilia della finale con la francia (domenica alle 20); all’interno dichiarazioni.

lippi - “Domenica noi andiamo a Berlino e ci mettiamo a sedere davanti a una tavola apparecchiata e imbandita. Bisogna vedere chi avrà più fame”. Sintesi perfetta di un sogno e di una lunga attesa. La fame. lippi la sottolinea più volte: “La nostra nuova generazione non ha vinto ancora. Nel 2000 si è avvicinata tanto così. Loro hanno dominato: Mondiale, Europeo. I miei ragazzi hanno tutto questo sul tavolo e hanno la forchetta in mano”. Sulla gara: “Senza peccare di presunzione, per valori tecnici e organizzazione le due squadre si equivalgono. Non condivido il concetto del ’comunque vada sarà un successo’: quando ci ricapita un’occasione così? Questa è la giusta filosofia. Se perderemo non avremo voglia di scherzare. E so già che essere arrivato fino a qua e non vincere mi renderebbe molto inc… La forza di una squadra cresce in base alla convinzione: l’idea che siamo arrivati in finale e che comunque vada sarà un festeggiamento non mi piace. È un’occasione troppo ghiotta per lasciarsela scappare”. Platini nella sua sfera di cristallo prevede che l’italia non riuscirà a battere le Bleus almeno fino al 2030, in quanto ancora sotto choc dopo il trauma di Rotterdam 2000. “Rispettiamo le idee altrui - afferma lippi -, ma non credo che dovremo aspettare così tanto. Cercheremo di sfruttare tutte le occasioni che ci capiteranno, a cominciare da domenica”. Platini beffardo, secondo il quale questa è un’italia troppo Pirlo-dipendente. “Ma che dicano, che aggiungano - sorride il ct - se lui è convinto così noi ne prendiamo atto”. lippi aveva definito italia-Germania la partita delle partite. Quella di domenica sera si riassume semplicemente “nella finale del Mondiale”. “Frase forse riduttiva - sostiene lippi - ma che racchiude tanti di quei significati…”. Rivedrà Zizou, Thuram, Trezeguet: “Alcuni si erano ritirati dalla Nazionale, poi vista la qualificazione in bilico sono tornati e ora eccoli qua”. A ribadire quanto rispetta la francia, ribadisce “che domenica sarà una sfida equilibrata nella tecnica e nell’organizzazione del gioco”. “Siamo pronti a tutto, anche ai supplementari”, esclama. Sul grande timore mostrato dagli azzurri verso Zidane, lippi condivide, ma avverte. “Non è mai eccessiva l’importanza data a un giocatore del genere, a patto di non trascurare quella degli altri e a patto di non snaturare le proprie caratteristiche”. Il ct della Nazionale ha poi detto di non avere avuto cattive notizie a proposito del campo di gioco dove si disputerà la finale del campionato del mondo: “Ci hanno detto che invece il campo è in ottime condizioni, dicono che l’hanno protetto e coperto”. Il tecnico azzurro ha infine smentito le voci di un suo passaggio, a fine Mondiali, al Manchester United, come già negato venerdì dallo stesso club inglese. “Tranquilli, tra quindici-venti giorni vedrete dove sarò, e non sarà al Manchester - ha detto lippi - Per ora comunque sono solo interessato a vincere la coppa del mondo“.

totti - “Zidane l’ho già battuto, me lo ricordo bene. Lui è pericoloso ma lo è anche Henry”. Parola di totti. Il riferimento è allo 0-1 di Champions League, quando nel 2002 la Roma superò il Real Madrid con un gol di totti. Poi il numero 10 fissa le percentuali della finale: “Se siamo qui, le possibilità sono 50-50″.

DEL PIERO - Del Piero guarda a domenica sera e commenta: “È un sogno che comincia da bambini, realizziamolo”. L`attaccante della Nazionale, dal ritiro di Duisburg, ai microfoni di sky Sport rivela le sensazioni della vigilia della finale dei Mondiali contro la Francia: “È il sogno di chiunque gioca a calcio, e dobbiamo fare di tutto per farlo diventare realtà”. Lo juventino, un gol alla Germania nella semifinale, scalpita ma ancora non sa se sarà della partita perché il ct lippi non si è sbottonato. Comunque Del Piero ha fiducia in tutto il gruppo: “La squadra ha le qualità per potercela fare. Certo, indubbiamente abbiamo di fronte una grandissima squadra. È una finale del Mondiale, ci mancherebbe anche di trovarsi davanti delle squadre deboli. Può accadere di tutto, ma le nostre capacità ci sono e dobbiamo rimanere sempre molto concentrati su quello che possiamo fare”.

IAQUINTA - Iaquinta è carico in vista della finale mondiale tra italia e Francia: “L’emozione è quella giusta, quella delle grandi partite. Solo che stavolta ci giochiamo la Coppa. Siamo molto concentrati - ha aggiunto l’attaccante dell’Udinese - verrà fuori una bella partita perché siamo le due squadre più forti del mondo”.

PIRLO - “È una finale difficile, ma noi abbiamo più fame di loro”: lo dice Pirlo alla vigilia di italia-francia. Il regista della nazionale respinge qualsiasi critica al gioco difensivista dell’Italia: “In questo torneo abbiamo giocato a 2 e a 3 punte, questi mondiali segneranno la fine della storia dell’italia catenacciara”. Sulla gara: “Tranquilli, aspettiamo questo evento con grande fiducia e speriamo che vada tutto bene. E’ una partita talmente importante che si guarderanno molto le mosse degli avversari: dobbiamo vincere, quindi dovremo fare noi la partita”. Sagnol ha detto che la francia è più forte perché ha Zidane e l’italia no. Dalla loro che cosa hanno gli azzurri? “L’italia ha il gruppo, ha tanti giocatori bravi, ha dimostrato in questo Mondiale di poter andare in gol con tantissimi giocatori, quindi, la nostra forza è quella”.

ZAMBROTTA - Zambrotta non vede la francia favorita: “Siamo sullo stesso livello, sarà una gara aperta”. Il difensore della Nazionale, al termine dell’allenamento al centro Meiderich di Duisburg, ha incontrato brevemente i giornalisti: “Loro hanno grandi giocatori, ma anche noi del resto. Sicuramente questa vigilia è più insopportabile di quella di una finale di Champions League. Aspettare così è dura, lo era anche l’attesa per la Germania, solo che questa volta è davvero fondamentale. Bisogna arrivare bene fino in fondo”. Come gestisce il gruppo azzurro questa ansia? “Nel solito modo, anche se si sente un po’ di più. Siamo tesi nella maniera più giusta, siamo tutti giocatori di livello internazionale, quindi problemi non ce ne sono”.

MATERAZZI - Materazzi racconta la vigilia di Lippi: “È un po’ teso, penso che sia anche normale”. Il difensore della Nazionale italiana commenta ai microfoni di sky Sport: “Il ct da due anni ci ripete sempre le stesse cose perché è convinto dei nostri mezzi ed è riuscito a convincere anche noi, anche se magari venivamo da tre-quattro anni in cui non siamo riusciti a esprimerci al meglio”. La tensione alla vigilia della partita con la francia, valida come finale dei Mondiali, è palpabile. Materazzi dovrebbe partire titolare, e avrà di fronte un cliente molto scomodo, Henry: “È un grande campione, uno che in qualsiasi momento ti può mettere in difficoltà, perché oltre a essere molto veloce è anche molto tecnico”.

ZACCARDO - Il difensore dell’italia Zaccardo non ha dubbi: “La vigilia è importante, ma domenica ci giochiamo la storia. Siamo ottimisti, anche se le squadre hanno il 50 per cento di possibilità ciascuna”.

BARZAGLI - Il difensore del Palermo Barzagli non crede ai precedenti negativi degli azzurri contro i francesi: “Non ci possiamo fasciare la testa con queste vecchie cose che sono successe, questa è una cosa nuova e speriamo bene. Abbiamo fatto 50 giorni sempre uguali, cercheremo di stemperare la tensione e già da stasera (sabato sera, ndr) penseremo alla partita”.

CASTELLACCI - Castellacci assicura: “Viviamo la vigilia con una dose giusta e sana”. Il medico della Nazionale, a margine dell’ultimo allenamento a Meiderich, ha parlato della situazione in casa italia spiegando che, nell’attesa della finalissima contro la francia in programma domenica sera, “l’ambiente è molto sereno. È una vigilia che i giocatori stanno vivendo alla pari delle altre partite che abbiamo giocato in questo Mondiale”. In palio, però, c’è il titolo e qualcosa naturalmente nel gruppo è cambiato: “È chiaro che i calciatori sono perfettamente consapevoli che si stanno giocando la finale di Coppa e che sono di fronte ad un impegno particolarissimo. Ma da questo stato di ansia possono ricavarne solo vantaggi”. Che cosa fa un gruppo alla vigilia della partita dell’anno? “Anche chi è più emozionato - spiega Castellacci - fa le Stesse cose che fanno tutti: si rilassa leggendo, giocando a ping pong, guardando la televisione o parlando con un compagno. L’ansia c’è quindi, ma è ben registrata”.

PRODI - “Sono già emozionato oggi (sabato, ndr), figuriamoci domani (domenica, ndr); certo che, se giocheranno come l’altra volta, le probabilità sono buone”. Il presidente del Consiglio, Romano Prodi, risponde così ai cronisti che, sotto casa, in via Gerusalemme a Bologna, gli chiedono cosa si aspetta dalla finale tra l’italia e la francia. “Le partite di calcio sono sempre un’incognita, contro la Germania c’era proprio gusto a vederli giocare”.

ROSSI - È in arrivo la finale del Mondiale tra italia e francia, una partita fondamentale, importantissima e bellissima: “Certo, importantissima, bellissima e io direi che siamo sicuri di vincere”. Così si è espresso il Commissario Straordinario della Figc Guido Rossi alla vigilia della finalissima di Berlino. L’auspicio di arrivare a giocarsi la coppa del mondo non è nuovo a Rossi. Già nel primo incontro a Coverciano con il gruppo azzurro, se ne era parlato. “lippi me lo aveva detto pubblicamente - ha detto il commissario - e io gli avevo risposto citando una frase che ha detto Kennedy, il presidente americano, quando arrivò alla porta di Brandeburgo: io adoro Berlino, mi sento berlinese e mi voglio ritrovare a Berlino e così è stato. Lo ripeterò anche ai ragazzi”.

TARDELLI - “Faceva un caldo infernale”, ricorda Marco Tardelli, tra gli eroi della notte dell’82. “Come al solito non riuscivo a prendere sonno. Passai per la stanza di Zoff e Scirea. Qualche chiacchiera per rilassarmi. Poi, Gaetano e Dino spensero la luce e si misero dormire. Scesi nella hall. C’erano Oriali e Selvaggi, Conti che fumava. I pensieri che correvano via, i sogni, le speranze. Passarono le ore: le due, le tre. Poi finalmente vinse la stanchezza. Quando si arriva all’ultimo atto non è più tempo di parlare, ormai non c’è più niente da dire, c’è solo da fare: la rifinitura, qualche schema. Sulla sedia la divisa ufficiale per il trasferimento allo stadio dell’indomani. E la medaglietta della Madonna che avrei infilato nel parastinchi”.

Fonte: www.calciodoc.com

Mauro
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