Si sono resi necessari i rigori anche tra inghilterra e Portogallo: dopo 120’ dominati perlopiù dalla noia e conclusi sullo 0-0, nonostante l’inferiorità numerica inglese (espulso Rooney al 62’), dagli undici metri sono i lusitani a passare il turno (come agli ultimi Europei) guidati dal para-rigori Ricardo (3 su 4).

LA PARTITA – L’inglese Eriksson ripropone il modulo ad un’unica punta (Rooney), supportata dagli inserimenti di Beckham e Joe Cole lungo i due out, oltre che di Lampard e Gerrard in zona centrale. Davanti alla difesa torna a giostrare Hergreaves (impiegato nel ruolo di terzino contro l’Ecuador), mentre nel reparto arretrato Gary Neville, ripresosi dall’infortunio, si riappropria della fascia destra. Nel Portogallo, invece, il ct Scolari deve fare a meno degli squalificati Costinha e Deco, sostituiti in mediana da Petit e Tiago. Cristiano Ronaldo, regolarmente al suo posto, affianca Figo alle spalle di Pauleta, unico terminale offensivo.

Comincia meglio l’inghilterra che riesce subito ad impadronirsi del controllo del gioco. Nei primi 10’ così due accelerazioni di Gerrard e Joe Cole consentono a Rooney di arrivare al tiro dalla distanza, ma in entrambi i casi la retroguardia dei lusitani fa buona guardia. Al 12’ l’occasione migliore capita, però, al Portogallo: sugli sviluppi di un calcio piazzato dalla trequarti, Neville e Terry pasticciano e, per poco, Tiago non ne approfitta solo davanti a Robinson. Superato senza conseguenze il pericolo corso nella propria area di rigore, gli inglesi riprendono a far la partita e si mettono in luce per alcune combinazioni, sulla trequarti, orchestrate dal solito Gerrard, con la collaborazione di Lampard e Rooney. Il punteggio, tuttavia, resta ancora fermo sullo 0-0. L’ultimo brivido della prima frazione lo regala Figo: in azione personale, raggiunge il limite dell’area sull’out di sinistra, supera un avversario e calcia a rientrare sul palo lontano; la palla finisce di poco a lato.

Alla ripresa la noia continua a regnare sovrana, con entrambe le formazioni incapaci di portare pericoli degni di nota verso le due porte. Al 51’ l’inghilterra perde Beckham per infortunio (al suo posto il rapido Lennon), ma la tegola più pesante si configura dieci minuti dopo: Rooney si fa espellere, a seguito di un’ingenua reazione ai danni di Ricardo Carvalho, lasciando gli inglesi senza punte. Eriksson così corre subito ai ripari: dentro Crouch per Joe Cole, in virtù di un inedito 4-4-1 con Gerrard e Lennon larghi sulle fasce. Anche in 11 contro 10, tuttavia, la gara non sale di tono, con il Portogallo che non riesce ad approfittare della superiorità numerica e i portieri ancora in versione ‘spettatori non paganti’. Al 78’, finalmente, Figo prova a scuotere i suoi: ricevuta palla da Miguel, al limite destro dell’area, cerca il palo lontano; Robinson respinge in angolo. Due minuti dopo, azione in fotocopia: stavolta, però, è Viana ad arrivare al tiro dalla stessa posizione, facile parata dell’estremo difensore britannico. All’82’ c’è lavoro anche per il collega Ricardo: Lampard, su punizione, lo chiama alla respinta in tuffo e sul tap-in di Lennon si fa trovare ancora pronto a neutralizzare la sfera. Tre minuti dopo, Scolari sostituisce a sorpresa Figo, inserendo al suo posto il giovane Postiga, chiamato a far da terminale offensivo dei lusitani. La mossa, tuttavia, non produce effetti: si arriva al 90’ ancora sul punteggio di 0-0. Nell’extra-time le due squadre dimostrano di avere ancora energia da spendere. E nei primi 15’ sono gli inglesi a rendersi pericolosi, per primi, con due ripartenze a tutta velocità su cui la retroguardia portoghese si salva in extremis. A seguire si fa vedere anche Cristiano Ronaldo dalla distanza: Robinson fa buona guardia. Al 107’ brivido freddo sulla schiena degli inglesi: Postiga, ben imbeccato in area, anticipa Ferdinand e batte Robinson di testa, ma l’arbitro annulla per una posizione di fuorigioco ben segnalata. Un’occasione che resterà isolata nel secondo overtime concluso ancora a reti inviolate. Si va alla lotteria dei rigori. Questa la progressione dei tiratori: Simao gol, Lampard parato; Viana sbagliato (palo), Hargreaves gol; Petit sbagliato (fuori), Gerrard parato; Postiga gol, Carragher parato; Cristiano Ronaldo gol.

UOMO PARTITA CALCIODOC – Hargreaves: classico mediano tutto cuore e polmoni. Corre tantissimo, sacrificandosi in più posizioni e con l’inghilterra in 10 per l’espulsione di Rooney è lui a sobbarcarsi il surplus di lavoro davanti alla difesa. Dimostra di possedere piedi anche ‘educati’, quando prova a spingersi in proiezione offensiva, a sostegno dell’unica punta Crouch. Ai rigori, invece, ovviamente protagonista il portiere lusitano Ricardo: para tre calci dal dischetto su quattro, a tiratori del calibro di Lampard, Gerrard e Carragher.

DICHIARAZIONI POST-PARTITA - Cominciamo dagli sconfitti con Eriksson, all’ultima panchina da ct inglese: “Non penso di aver meritato di tornare a casa. E` vero, abbiamo perso ai rigori e sono davvero dispiaciuto di questa cosa. I ragazzi avrebbero meritato di più per l`impegno profuso in campo. Siamo fuori dalla competizione e questo fa male… davvero male. Abbiamo svolto così tanti allenamenti mirati sui rigori che non so proprio cosa avremmo dovuto fare”. Ovviamente felice, invece, Scolari: “Ora abbiamo la possibilità di vincere alle semifinali e di arrivare a centrare l`obiettivo della finale. Tuttavia, non vogliamo cambiare il nostro modo di ragionare: prendiamo le cose passo a passo. francia o brasile in semifinale per noi è lo stesso, saremo contenti di giocare contro chiunque. Congratulazioni comunque all`inghilterra, che con 10 giocatori ha comunque condotto un match incredibile ed elettrizzante. Non siamo riusciti ad avvantaggiarci della situazione perché abbiamo tirato troppo da fuori area. L`inghilterra, del resto, aveva chiuso tutti gli spazi in maniera talmente perfetta che sembrava di giocare 11 contro 11″. Chiude l’eroe di giornata, il portiere Ricardo: “Questa era una partita da vincere. Ancora una volta, siamo arrivati ai rigori e, ringraziando Dio sono riuscito a prenderne tre. Dire che siamo felici non basta, noi siamo superfelici”.

STAMPA INGLESE - toni drammatici ed altisonanti per la stampa britannica, dopo l’eliminazione dal Mondiale. “No, di nuovo no!”, ha titolato The Times. Per tutte, capro espiatorio: Wayne Rooney, espulso al 62` e quindi responsabile di avere lasciato la Nazionale in dieci per quasi un`ora di gioco e per tutti i rigori. Il Sunday Express se la prende con i rigori e con l`attaccante, esagerando: “La fine del Mondo” e ricollegando l`espulsione del bomber alla nazionalità dell’arbitro (argentino), in base alla quale deve per forza esserci una connessione con `la mano di Dio` di Diego Armando Maradona ai Mondiali 1986 e con l`espulsione di David Beckham a quella del 1998: “Tutte cattive decisioni, e tutte che coinvolgono gli argentini”. Più pacato The Observer titola in prima pagina: “La Fine. L`inghilterra paga i rigori dopo che Rooney vede il rosso”. E giustifica il direttore di gara che ha visto Rooney calpestare “le parti nascoste” di Carvalho. News of the World, che da anni conduce una campagna contro Eriksson, ct straniero, titola: “Lacrime e un pagliaccio”, in cui la parte del clown è assegnata proprio allo svedese: “In cinque anni la Federcalcio gli ha permesso di vagare di cantonata in cantonata”.

Fonte: www.calciodoc.com

Mauro
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