
E’ il mondiale che farà conoscere al Mondo intero un giovane brasiliano dalle doti tecniche straordinarie: Pelè. E’ il mondiale della rivincita della tecnica sull’agonismo esasperato: si vedranno partite altamente spettacolari, i fantasisti faranno la differenza e i match saranno per lo più divertenti ed emozionanti. All’inizio della manifestazione non c’è una squadra che gode dei favori dei pronostici: Svezia (padrona di casa e titolare del fenomenale Gre-No-Li, trio delle meraviglie), brasile e francia sembrano le meglio attrezzate. Ma il brasile capita subito in un girone di ferro: gli fanno “compagnia” inghilterra, Urss e Austria. L’italia, invece, non è presente affatto: siamo stati infatti eliminati in un “memorabile” incontro con l’Irlanda del Nord, perso per due a uno, dopo sputi, botte ed espulsioni ingiustificate (Chiggia, l’oriundo uruguagio che da alcuni anni vestiva la maglia azzurra). Tornando al torneo, sin dalle prime partite oltre al Gre-No-Li, fa spettacolo un altro trio eccezzionale: Didì, Vava e Pelè! Nella francia, inoltre, gioca un cannoniere eccezionale: Fontaine, ricordatevi questo nome, perchè è ancora nella storia dei mondiali, essendo il giocatore che detiene il record delle segnature in una fase finale di coppa del mondo. Ai quarti di finale gli abbinamenti sono i seguenti: francia-Irlanda del Nord 4-0 Svezia-Urss 2-0 brasile-Galles 1-0 Germania-Jugoslavia 1-0 I padroni di casa sembrano lanciatissimi, così come la francia, mentre il brasile (che aveva incantato al primo turno) sembra un po’ appannato. Discorso diverso per la Germania: anche se campione uscente, non sembra avere un gioco efficacie e gli esperti la considerano un gradino più in basso rispetto alle altre tre semifinaliste. Il 24 giugno vanno in scena le semifinali. Svezia e Germania termina 3-1, mostrando tutto il divario che esiste tra le due formazioni: la Svezia può contare sui tre campione del trio Gren, Nordal e Liedholm, mentre la Germania può solo contare sul furore agonistico, ma non basta a fermare gli scandinavi. L’altra semifinale è ricca di goals: il punteggio finale è di 5-2 per i sudamericani, la francia è piegata e il Mondo intero non può fare altro che applaudire il brasile delle meraviglie. Didi, Vava, Pelè e Garrincha sono l’ossatura portante di una squadra realmente fenomenale: passerà alla storia come il grande brasile. In finale, dunque, si affronteranno le due squadre più spettacolari: la Svezia e il brasile. Liedholm ha recentemente dichiarato che gli svedesi temevano più di ogni altro calciatore brasiliano, la fenomenale ala Garrincha: costui era, infatti, capace di saltare qualsiasi difensore, di inventare in ogni momento la giocata che avrebbe lanciato in rete un compagno. Nonostante i campioni che dovranno affrontare, gli svedesi scendono in campo fiduciosi nei propri mezzi, mentre i brasiliani sono caricatissimi e concentratissimi per compiere l’impresa di portare la coppa in brasile. Pronti e via e già la Svezia è in vantaggio (Liedholm al ‘3): il pubblico gioisce sugli spalti e comincia a pensare che i pronostici (che davano in vantaggio il brasile) possano sbagliare. Passano solo 3 minuti e Vavà pareggia: la partita ha trovato un padrone……. e non è la Svezia! Il ritmo indiavolato dei Brasiliani manda in tilt gli svedesi, segnano ancora Vavà, Pelè e Zagalo: siamo 4-1 e c’è una sola squadra in campo. All’ottantesimo Simonsson ravviva un po’ gli scandinavi realizzando il goal del 4-2, ma tocca al futuro “O’Rey” (che nel ‘58 è poco più di un ragazzo) fissare il risultato sul 5-2 segnando nel finale. La superiorità Brasiliana è stata netta, il pubblico applaude civilmente e il brasile conquista la sua prima Coppa Rimet. Dopo otto anni i tifosi brasiliani possono finalmente dimenticare l’incubo del Maracana (la finale persa nel 1950 con l’Uruguay) e fare festa, ballando il samba e festeggiando per le strade.
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