ASCOLTI - italia-Australia è stata vista su Raiuno da oltre 17 milioni. Gli spettatori in media sono stati 17.229.000 con uno share del 79,64%. Il primo tempo è stato seguito da 16.131.000 share 78,73%; nel secondo tempo, come è logico, è cresciuto: 80,41% di share e 18.252.000 di spettatori. A questi, vanno aggiunti coloro che hanno seguito la gara su sky o nei vari maxischermi allestiti nelle città italiane. Ottimo ascolto anche per il programma condotto da Marco Mazzocchi che ha commentato in studio il successo degli azzurri con vari ospiti e le prime interviste a caldo dei protagonisti: dalle 18.50 alle 19.50 ha ottenuto il 55.76 di share e 10 milioni 353 mila spettatori. In seconda serata su Raiuno Notti mondiali è stato ancora il programma più visto con il 22.95 di share e 2 milioni 97 mila spettatori. Su La7 Il gol sopra Berlino è stato visto da 531.000 spettatori (4,52%). 

TELECRONACA sky - Fabio Caressa invita (poco prima degli inni nazionali) gli spettatori a casa a fornire notizie alle Forze dell’Ordine, per chi avesse delle segnalazioni, dei due fratellini Pappalardi scomparsi a Gravina di Puglia. Fischio d’inizio e solite riprese dall’alto aggravate dall’improvviso silenzio dei microfoni sky. Nesta ancora una volta si toglie dalla bocca il chewing-gum una volta ripreso dalle telecamere (scaramanzia?). Quindi la partita. Beppe Bergomi sottolinea più volte che stiamo soffrendo e concediamo troppo all’attacco australiano. Sembrano inevitabili i supplementari quando Caressa urla più volte prima “calcio di rigore!” e poi “Tooooooooooooooooooooooooootti, Toooooooooooooooootti, Tooooooooooooooootti!!!”. Le telecamere indugiano su Ilary Blasi. “Se c’è un destino, questo è il destino! E’ finita! Si va ad Amburgo!”.

TELECRONACA rai - Come sempre più compassati Marco Civoli e Sandro Mazzola, che ricorrono a frasi tipo “Bresciano: 122 mondiali…”, “La palla cerca di essere recuperata”, “Sono alzati il ritmo”, “Hiddink che andrà ad allenare la nazionale russa con i soldi di Abramovich”. Quindi la gioia per il gol insperato all’ultimo minuto di gioco. totti, per fortuna, ha evitato di ricorrere al cucchiaio…

BALLARO’ CHIUDE CON UN OSPITE D’ECCEZIONE - Luciano Moggi è ospite dell’ultima puntata stagionale di Ballarò, il settimanale d’informazione di Raitre condotto in diretta alle 21 da Giovanni Floris. L’ex-direttore generale della Juventus racconta a Floris la sua verità sullo scandalo del calcio che va in questi giorni a processo. Copertina d’eccezione per il gran finale che vede insieme Claudio Bisio ed Elio e le Storie Tese.

MASSIMO DE LUCA SUL TIVUFONINO - (intervista a tv Sorrisi & Canzoni di Alex Adami) Massimo De Luca, voce e volto storico del giornalismo sportivo italiano, è un uomo che ama le sfide. Dopo una vita in rai prima e Mediaset poi, ha deciso di buttarsi in una nuova, pionieristica avventura: la conduzione de Il Mondiale in tasca su La3 Sport, canale sportivo della prima piattaforma tv riservata ai «tivufonini», i cellulari di ultima generazione che sfruttano la tecnologia dvb-h (non troppo diversa, nella sostanza, dalla dvb-t, quella del digitale terrestre). «La nostra copertura nella giornata è totale. Fino ad oggi, la media è stata di nove ore di diretta al giorno. Non poco, se si considera che la redazione è di sole cinque persone». Eppure non sembra provato. «L’entusiasmo è più forte della stanchezza. Ma questo non toglie che siamo una sorta di pattuglia perduta. Le altre televisioni, con lo stesso organico, riuscerebbero a confezionare un’ora di programma al massimo. Qui costruiamo quasi tutto noi. Lavoriamo di fantasia». Un esempio? «Siamo andati a intervistare i Consoli delle nazioni che partecipano al Mondiale. Ci hanno parlato del loro paese, delle loro tradizioni, della loro gastronomia. Qualcuno ha anche accettato di mettersi a palleggiare. Uno, in particolare, ha rotto un vetro dell’ambasciata. Ma preferisco non dire chi è». Lei, vent’anni fa, conduceva in radio Tutto il calcio minuto per minuto. Un bel cambiamento… «A quei tempi non esistevano le partite in tv. Si aveva davvero la sensazione di celebrare un rito. Sentivi che l’italia intera pendeva dalle tue labbra». Meglio ora? «Direi di no. Ma bisogna fare delle distinzioni». Facciamole. «La rivoluzione fu innescata nel 1993, quando Raitre mise in onda la prima puntata di Quelli che… il calcio. Per la prima volta era possibile essere aggiornati da tutti i campi della Serie A restando davanti alla tv in compagnia del resto della famiglia. Ma chi amava davvero il calcio non smise di ascoltare le partite in radio». Poi arrivarono Tele+ e il posticipo della domenica sera. E poi sky, il digitale terrestre… «Già. Una nuova frontiera. Le abitudini degli italiani non saranno mai più le stesse». Anche per via dei tivufonini, magari. «Di certo, direi. Quest’avventura mi affascina. Provo lo stesso coinvolgimento di quando mi trovai a sostituire Bortoluzzi a Tutto il calcio minuto per minuto. Non si trattava solo di raccogliere un testimone, ma anche di dare una veste più moderna al programma, senza snaturarne i contenuti». Come cambieranno le nostre abitudini, con il calcio sui tivufonini? «Ne dico una su tutte: quando i tivufonini entreranno negli stadi, la gente potrà vedere istantaneamente il replay delle azioni alle quali ha appena assistito dal vivo. In questo periodo di scandali mi pare una bella garanzia». Potrebbe anche essere pericoloso, però. «Potrebbe. Ma io vedo prima di tutto l’aspetto positivo della faccenda. Forse si decideranno a mettere questa benedetta moviola in campo a disposizione dell’arbitro». Che cosa la diverte di più di quest’impresa? «Mi ritrovo, dopo tanti anni, a non avere più tempo per nulla. Sono qui a lavorare tutto il giorno fino a notte fonda. Rientro a casa togliendomi le scarpe per non fare rumore, come un ladro. Non vedo più gli amici, non mangio un pasto caldo da non so quanti giorni. Ma vedere che ottieni risultati, che il progetto si sviluppa sotto i tuoi occhi, è una grande emozione». Che cosa le manca maggiormente della sua vita normale? «Giocare a golf. Recupererò dopo il 9 luglio». E della televisione tradizionale non sente nostalgia? «Nella tv sportiva di oggi proprio non mi riconosco». Che cosa non va? «La rai paga la mancanza di una generazione di mezzo. Tra i Gianfranco De Laurentiis e le nuove leve non c’è nessuno. Non si è lavorato alla costruzione di nuovi talenti. E non si investe sul valore delle sue testate storiche. Guardi che cos’è oggi La Domenica Sportiva, trasmissione un tempo prestigiosissima». Nel 1992 si diceva che la conduzione sarebbe stata affidata a lei. «Fu Tito Stagno in persona a propormi la cosa. Ma l’allora direttore del Tg1 disse che dovevo ancora fare esperienza». All’epoca aveva 42 anni. «E infatti decisi di andarmene a Mediaset, che allora neppure si chiamava così». Il passaggio fu traumatico? «Tutt’altro. Approdai a Mediaset nel luglio nel ’92. Alla festa di Natale di quello stesso anno Silvio Berlusconi disse che tutti avrebbero dovuto lavorare ai programmi di competenza prendendo a esempio ciò che io avevo fatto nello sport». A distanza di anni si può dire che non andò così. «Le cose cambiano. Quando Berlusconi si diede alla politica, mi trovai di fronte nuovi interlocutori». Molti l’accusano di avere un contegno troppo serio. «Lo so. Ma un conto è essere seri, un conto è essere seriosi. Quando parli di calcio giochi con i sentimenti e le emozioni della gente. Io preferisco non scherzarci troppo su». Negli Anni 90, invece, i programmi di calcio sono diventati più salottieri. Cabarettistici, in alcuni casi. «So anche questo. Ma il fenomeno non è destinato a durare. Basta dare un’occhiata ai dati d’ascolto dell’ultima stagione». C’è un programma di calcio che le piace, oggi? «Apprezzo molto il taglio di sky. Hanno grande professionalità e un’ottima capacità di far vivere l’evento agli spettatori. Su questi presupposti si può anche decidere di inserire qualche momento più leggero. Proprio come fanno loro». E in rai? «Sfide è un bel programma». Non è cronaca, però. «Vero. Diciamo allora che la copertura data alle Olimpiadi è sempre notevole». Non è calcio, però. «Già».

Fonte: www.calciodoc.com

Mauro
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